La farsa della festa della donna

 

Conviene effettuare alcune doverose riflessioni riguardo alla festa della donna che ormai sta diventando una farsa, soprattutto quando i mass media, sempre avari nei confronti di ben altri avvenimenti, se ne occupano a go go.

Sia ben chiaro che nessuno mette in dubbio il valore della donna come motore della famiglia e della società. Grazie all’abnegazione e all’intelligenza di molte donne le famiglie rimangono unite e i figli crescono con dei valori nonostante un mondo di “cioccolata” ed è grazie a molte donne se l’assistenza sociale in senso lato (medici, infermiere, psicologhe, assistenti sociali ecc.) assume una configurazione caritatevole e comprensiva. Una lode va a certe mamme che da vere eroine, visto il tipo di società in cui viviamo, insegnano i valori cristiani ai figli che vengono inondati a scuola, dalla televisione e dagli amici da ben altri valori imposti dal pensiero unico dominante (basti pensare alla dittatura gay http://www.genitoricattolici.org/news/dittatura%20gay.htm  e a quella del gender).

Quindi un plauso doveroso va fatto nei confronti di queste donne. Ma soprattutto nella festa della donna dev’essere ricordata la Donna evangelica che con il Suo “Sia fatta la Tua volontà” ha permesso la Redenzione di Gesù Cristo. Maria Santissima è modello incomparabile di sposa, di moglie e di madre. Ma la Madonna, in tale festa, non vien più ricordata neppure dai preti a tutti i livelli che, evidentemente, preferiscono le parrocchiane che “rimediano” al fastidio del loro voto di castità, come recenti notizie di cronaca hanno messo in evidenza. Interessante è il caso raccontato dalle cronache giudiziarie in cui mons. Balda accusa la Chaouqui, voluta da Bergoglio come commissario delle finanze vaticane, d’averlo sedotto http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/30/vatileaks-il-sesso-con-la-chaouqui-e-la-sua-rete-di-politici-la-versione-di-monsignor-balda/2264671/ e altresì interessante è il messaggio inviato dalla donna al prelato e letto nell’aula di tribunale “Ascoltami bene verme. Contavi e conti meno di zero. Quando fosti l’unico escluso della Segreteria per l’economia ti ho ritenuto un coglione, ma un coglione onesto. Verme. Mezzo frocio rotto in culo ti sputtano a mezzo stampa. Merde come te non meritano niente”

   http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/05/vatileaks-2-avvocato-di-vallejo-balda-legge-aula-sms-della-chaouqui-ti-sputtano-mezzo-stampa/2883446/   Altresì interessanti sono altri sms  inviati dalla donna, scelta personalmente da Bergoglio, a mons. Balda http://www.ilgiornale.it/news/politica/quegli-sms-luci-rosse-pr-e-monsignore-1198930.html

  A scalare vanno ricordate anche le figure femminili bibliche che hanno assunto un’importanza storica (Ester, Giuditta ecc.) e le sante che, in Cristo per Cristo e con Cristo, hanno creato centri di assistenza, di cura, di istruzione ecc.

Ovviamente un plauso non compete invece, a mio parere, a quelle donne che, saltando nei letti del potere, hanno conquistato posizioni chiave nella società e hanno ottenuto promozioni varie a danno anche di altre donne che, basandosi soltanto sul loro talento, aspiravano a certi ruoli. Non invento nulla. Le cronache giornalistiche ogni tanto fanno emergere queste prodezze. Quanti hanno lavorato in aziende di certe dimensioni, ma non solo, possono raccontare i gossip relativi alle relazioni tra alcune colleghe e i dirigenti. Quando ero un giovane sindacalista (ai tempi in cui il sindacato si interessava di lavoratori e non di accoglienza e di unioni civili) dovetti occuparmi, con altre sigle sindacali, del caso di un direttore di banca e del suo harem venuto alla luce grazie alla lamentela di una donna dell’harem che aveva scoperto di non essere l’unica nel cuore dell’alto dirigente.

Un plauso non va certo alle escort che hanno occupato spazi mass mediatici per diverso tempo o a quelle donne che, in occasione dell’8 maggio 2017, hanno pubblicamente mostrato le “vie del potere” utilizzate da molte donne http://www.lastampa.it/2017/03/08/multimedia/edizioni/milano/a-milano-su-le-gonne-in-segno-di-protesta-un-atto-di-gioia-e-di-libert-vXieVpRoSCULuIRC0ATThJ/pagina.html  . Come un plauso non va certo a quante pubblicamente ricevono (soprattutto davanti ad un pubblico televisivo), senza respingerli, certi festeggiamenti come nel filmato che segue http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/12381558/le-iene-scherzo-barbara-d-urso-60-anni-corti-onnis-nudi.html . Come non va certo alle protagoniste del libro “Mignottocrazia” scritto dal Senatore Guzzanti.

E poi piantiamola con il generico pianto della differenza di emolumenti tra uomo e donna che in molti ambiti lavorativi non esiste (ad esempio nelle banche, nelle assicurazioni, nell’apparato dello stato e parastato ecc. gli uomini e le donne impiegati con la stessa mansione e per il medesimo tempo ricevono la medesima busta paga). In Italia e nel mondo occidentale le donne possono fare il medico, la poliziotta, il carabiniere, la soldatessa, la giornalista, l’insegnante, la preside, la giudice, l’onorevole, il ministro, la Presidente della Camera dei deputati, l’avvocato ecc. ricevendo il medesimo stipendio; dove sta quindi la differenza con l’uomo? Diverso il discorso in certe realtà o nei paesi islamici dove la donna, secondo il corano, viene considerata inferiore all’uomo. Ma nei loro confronti tutto tace!

Infine il plauso non va certo a quelle donne che scioperando per la “festa della donna” per eliminare la differenza di “genere” (quale genere? Il sesso fluido ben evidenziato nel libro “Unisex”?) hanno creato disagi a lavoratori e lavoratrici che intendevano compiere il loro dovere!

Perché le donne non pretendono il diritto al part time sancito per legge? Perché non manifestano davanti ai tribunali affinchè le loro denunce nei confronti di partner violenti trovino pronta ed efficace accoglienza? Perché non pretendono una legge che imponga nelle assunzioni una percentuale di madri o di donne incinte? Perché non pretendono una legge che obblighi al reintegro, senza se e senza ma, le madri o le donne incinte licenziate ingiustamente? Non hanno mai pensato a ciò la donna Fornero, la donna Boldrini, la donna Boschi, la donna Madia & c.?

 

Arrigo Muscio

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