La fine della madre

 

“La fine della madre” di Lucetta Scaraffia (molto interessante è la sua conversione al cattolicesimo da ex marxista e da ex sessantottina, grazie all’intervento di Colei che schiaccia la testa al serpente antico  http://archivio.panorama.it/societa/Lucetta-Scaraffia-Io-l-eretica-vi-spiego-la-mia-conversione ) è un libro coraggioso che contrasta la disinformazione organizzata. Solo un personaggio di tal fatta poteva scrivere un libro “pericoloso” per la disinformazione organizzata e per il politicamente corretto. Infatti le fake news che circolano sulla generosità di chi concede il proprio utero per la maternità surrogata e sul nobile desiderio di genitorialità di ricchi pretendenti, non solo non vengono contrastate da quanti si lamentano delle sole fake news che circolano in internet, ma addirittura conducono a normative sempre più favorevoli ai “desideri” di maternità. E’ nato quindi il diritto ad un figlio, pretesa giuridica sconosciuta fino ai nostri tempi. Dei diritti dei nascituri se ne infischiano quasi tutti, l’importante è assecondare il business che circonda gli uteri in affitto. Lucetta Scaraffia, citando una copiosa documentazione, toglie l’involucro al “pacchetto dono” e mostra la dura realtà delle “partorienti” surrogate, dei relativi problemi di salute psico-fisica e dei danni psicologici causati dal distacco relazionale tra i neonati e la madre che li ha generati. Effettua un doveroso discernimento tra le adozioni e gli uteri in affitto. Mette in guardia inoltre sui pericoli degli incesti che possono verificarsi non solo tra “fratellastri”, che non sanno d’esserlo, ma addirittura col padre donatore. L’autrice paventa la possibilità di un futuro utero artificiale del quale le maternità surrogate sono il preludio.

Scaraffia dimostra il fallimento del femminismo che, anziché liberare la donna dal giogo domestico, l’ha resa una scimmiottatura del maschio, una schiava del lavoro e dei suoi ritmi anti-familiari. Scrive Scaraffia “…Senza accorgersi, però, che per realizzarsi la rivoluzione sessuale ha bisogno assoluto degli anticoncenzionali, che svolgono l’operazione più antinaturale che esista, cioè la separazione fra sessualità e riproduzione….” (kindle pos. 376).

Interessanti sono le riflessioni sulle coppie omosessuali che desiderano un figlio. Scrive Caraffia, per citarne una, segnalando “Omogenitorialità” di Canzi “…Tuttavia, esaminando le inchieste nella loro totalità, sembra di poter rintracciare un trend comune, ossia una maggior probabilità di atteggiamenti e comportamenti omosessuali, specialmente nei figli di coppie lesbiche…” (Kindle pos. 941). Assai interessanti sono anche le riflessioni sulle donne in vendita come fattrici, una forma di prostituzione.

E’ un volume ricco di molti spunti di riflessione. Per inciso, come mai il part time non è ancora un diritto, ma nella patria di tutti i diritti è ancora una facoltà? Unitamente al libro “L’ultimo uomo” di Enzo Pennetta, “La fine della madre” pone l’accento sui desideri (anche di minoranze) che piano piano vengono imposti come diritti. L’attacco alla madre nella sua naturale maternità è un’aggressione alla relazione genitoriale, per i motivi che l’autrice spiega molto bene; aggressione che coinvolge l’intera società. Come del resto spiega molto bene la distruzione del concetto di madre come si è sempre concepito prima dell’avvento del “nuovo umanesimo”. E, questo lo dico io, distruzione del concetto di madre ispirata dal principe di questo mondo http://www.genitoricattolici.org/Il%20principe%20di%20questo%20mondo.pdf  per cercare di distruggere il piano creativo di Dio. L’odio di satana nei confronti della Maternità di Maria Santissima, con la quale ci è stato donato il Salvatore Gesù, è proverbiale. Da Erode in avanti il demonio le pensa tutte per intaccare il grande mistero della natalità con il corollario della “naturale relazione madre-figlio”. Gesù non è nato da una madre surrogata, ma da una Madre vera. E qui prevengo la critica che a quei tempi non era tecnicamente possibile. Lo era per interposta persona, come dimostra l’episodio biblico della nascita di Ismaele mediante la serva Agar anziché tramite la moglie Sara .

Ovviamente questo libro, che fa stecca nel coro della disinformazione organizzata, appartiene alla schiera dei “censurati”. Non è degno di essere dibattuto nei salottini massmediatici in cui vige la cultura e l’informazione a senso unico. Quella cultura-informazione che piace tanto al principe di questo mondo http://www.genitoricattolici.org/Il%20principe%20di%20questo%20mondo.pdf 

 

A.M.

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